venerdì 30 giugno 2006

da morire dal ridere

e mi sa pure che sono vere
 
 
 

venerdì 9 giugno 2006

Proverbio cinese - calma apparente

Se c'è qualcosa che ti preoccupa a puoi fare qualcosa per risolverla....
 
Perchè ti preoccupi?
 
Se c'e' qualcosa che ti preoccupa e NON PUOI FAR NULLA per risolverla....
 
PERCHE' TI PREOCCUPI?
 
:O)
 
 

giovedì 25 maggio 2006

Mai piu' senza! /2

Una scarpa ad alta tecnologia che dialoga con l'iPod: Nike e Apple insieme
per il Nike+iPod Sport Kit, ultima creazione hi-tech pensata per gli amanti
del jogging che non rinunciano, nella corsa, al più famoso lettore Mp3. Le
prodigiose scarpe, collegate senza fili all'iPod tramite un sensore
all'interno della suola sinistra, consentono di misurare la propria
performance e di visualizzare calorie consumate, tempi e distanze, e
confrontarli poi, tramite apposito sito web, con i valori dei propri amici.
Il Kit, nei negozi tra un paio di mesi, costerà circa 29 dollari. Un'unica
limitazione, per ora: si può usare solo con il modello Nano di iPod

giovedì 11 maggio 2006

Non ne potrai fare a meno!

 

Nabaztag può muovere le orecchie, illuminarsi, palpitare in centinaia di colori diversi, suonare della musica e persino parlare! Potrà informarvi sulle previsioni meteorologiche, la qualità dell'aria, il traffico autostradale, la tendenza della Borsa, la ricezione di e-mail... potrà persino raccontare delle storie. Nabaztag può essere animato a distanza, via SMS o e-mail, inviando un messaggio per farlo danzare, muovere, cantare o parlare. Nabaztag sa anche comunicare con i suoi simili. Basta impugnare le sue orecchie e muoverle. L'eletto del suo cuore muoverà le orecchie nello stesso modo, anche a dei chilometri di distanza. Nabaztag ha bisogno solamente di una connessione WiFi permanente con Internet per esprimersi e vivere. La configurazione avviene direttamente su Internet (compatibile PC e Mac).
 il tutto per la modica cifra di 120 EURO!!!!


venerdì 5 maggio 2006

Radio mamma mia

Conosco una persona che credeva che questa fosse vera....

e se volete sentirne altre andate qui

mercoledì 26 aprile 2006

Contratto a progetto

Appena posso vi dico dove l'ho preso...
E vi dico anche come ci sono arrivato.


In postura da lavoro di Andrea Bajani


Quando uno è contratto, è contratto. Si vede da lontano. Cammina rigido, tiene le braccia a legnetto lungo i fianchi e se qualcuno gli chiede un’informazione fa un saltello sul posto e risponde “No, grazie”. È così che funziona, il contratto. Un lavoratore contratto, poi, è un uomo (o una donna) più contratto degli altri. Chi non è un lavoratore, non avendo un contratto, non può essere contratto. Il disoccupato, ad esempio, è un uomo (o una donna) tendenzialmente dinoccolato. Cammina mollemente per la città per tutto il giorno, passando e ripassando ciondoloni per gli stessi angoli un gran numero di volte. Uno contratto non ce la farebbe mai, a ciondolare per così tanto tempo e in maniera così disarticolata. Dopo poco si dovrebbe fermare per tentare di distendere i muscoli. È così che si distinguono i lavoratori dai disoccupati, in città. Basta vederli fare due passi.

Un tempo era tutto diverso. Era tutto molto più semplice: esisteva soltanto il contratto a tempo indeterminato. Il contratto a tempo indeterminato non ti dava granché da pensare: lo vedevi contratto un giorno, e sapevi che sarebbe stato contratto per tutta la vita. Se proprio avevi l’ansia della verifica, potevi controllarlo anche una seconda volta. Ma uno contratto a tempo indeterminato è difficile che giochi brutti scherzi. Se ne rimane contratto e pare non voglia saperne di cambiare postura. A lui dei pettegolezzi degli altri non frega nulla. Se ti interessa vederlo, lo puoi trovare contratto fino alle sei alla stessa scrivania della stessa azienda, dentro lo stesso palazzo di sempre. Un tempo il contratto a tempo indeterminato era una tipologia piuttosto diffusa. Potremmo anche dire, senza troppa tema di smentita, che pressoché ogni lavoratore in attività era contratto a tempo indeterminato. Non uno, non due, non tre. Tutti. Una tragedia. Oggi, per fortuna la selezione naturale ha fatto i compiti, e di contratti a tempo indeterminato non ne nascono quasi più. Tecnicamente, si chiama progresso.

Passato a miglior vita il contratto a tempo indeterminato, un giorno è venuto al mondo il co.co.co. Ovvero il contratto coordinato e continuativo. A testimonianza dello scatto evolutivo compiuto, il contratto di nuova generazione è più coordinato del contratto a tempo indeterminato. Quest’ultimo, come si diceva, tiene le braccia a legnetto lungo i fianchi. Il contratto coordinato e continuativo, tautologicamente si muove in maniera meno sgraziata. Che è contratto, si vede lo stesso. Solo, non lascia che un braccio gli parta in una direzione e l’altro in un’altra. La stessa coordinazione la impone anche agli arti inferiori. In sostanza, si muove con molta più eleganza. Il problema si pone quando sta fermo. Quando sta fermo il contratto coordinato e continuativo è in tutto e per tutto uguale al suo predecessore. Lo puoi trovare alla stessa scrivania della stessa azienda, dentro lo stesso palazzo dal mattino alle nove fino alla sera alle sei. Certo, anche da seduto si vede che è più coordinato. E più che altro, a differenza dell’avo, un giorno improvvisamente non lo vedi più. Ha smesso di essere contratto e ha cominciato a ciondolare dinoccolato per la città.


Poi un giorno è nato il contratto a progetto, e tutti si è gridato al miracolo. Di nuovo, il progresso si è dato da fare. A differenza delle generazioni precedenti, il nuovo contratto non è contratto per caso. Non si è svegliato una mattina e si è trovato contratto. No, il nuovo contratto ha un progetto: il suo progetto è essere contratto. Vedere uno che cammina contratto per scelta riconcilia con il libero arbitrio. Finalmente qualcuno che fa qualcosa perché ha scelto di farla. Se lo vedi seduto alla stessa scrivania della stessa azienda, dentro lo stesso palazzo dal mattino alle nove fino alla sera alle sei, è perché ha scelto di farlo e non perché gliel’ha imposto qualcuno. Certo, non è uno che si distingua per particolare coordinazione. Sta con gli occhi incollati al monitor del computer, suda tanto all’attaccatura dei capelli e batte come un forsennato sulla tastiera in maniera piuttosto scomposta. Ma un po’ glielo si perdona, a uno che ha così tanto libero arbitrio. Se poi un giorno, dalla sera alla mattina, non lo trovi più alla scrivania, non devi preoccuparti più di tanto. Evidentemente aveva un altro progetto.

La prima classe costa mille lire....

.....La seconda cento, la terza dolore e spavento!

Ritorneremo a quello De Gregori canta in Titanic, ma su' su' nel cielo!?!

Posti in piedi sugli aerei...

venerdì 14 aprile 2006

Venerdì santo

Una interessante, forse un po' blasfema, ma simpatica...

http://personalitaconfusa.splinder.com/1144966829#7761476

giovedì 13 aprile 2006

I veri problemi dell italia

Scusate se cito sempre, ma questa e' troppo bella e troppo vera, purtroppo...

dal blog di Sofri, a sua volta da il giornale

Un problema
Filippo Facci sul Giornale: "Il governo Berlusconi (governo moderato) aveva contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: il governo Berlusconi rappresentava metà del Paese. Poi. Un governo Prodi (che i più auspicano moderato) avrebbe contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: un governo Prodi rappresenterebbe l'altra metà del Paese. Poi. Un governo di coalizione Prodi-Berlusconi o simili (governo moderato) avrebbe contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i giustizialisti e i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: un governo di coalizione Prodi-Berlusconi o simili rappresenterebbe la quasi totalità del Paese. Ne consegue (equazione finale) che il Paese (tutto il Paese) ha un grande problema: i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega"
Il Giornale

mercoledì 12 aprile 2006

il picconatore vs napoleone

"Silvio Berlusconi renda un servizio al Paese, che forse sarà l'ultimo per lui, ed eviti un ulteriore sputtanamento all'Italia: vada al Quirinale e si dimetta per evitare al Paese una vacatio che sarebbe pericolosissima. Se il Presidente Ciampi dovesse respingere le sue dimissioni Berlusconi gliele confermi e se ne vada alle Bahamas perchè non conta più nulla, non è più nessuno. E' stato bocciato dagli italiani". Senza freni il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, dice la sua sulla situazione politica. E lancia un appello al Presidente della Repubblica per dare subito l'incarico a Prodi "senza attendere quaranta giorni, nei quali potrebbe accadere qualsiasi cosa. Oppure, se vuole fare il purista, faccia un governo istituzionale presieduto da Mario Monti, da Oscar Luigi Scalfaro e non da me perchè sono inviso a tutti, o da Gaetano Gifuni".

Grandissimo posto di Luca Sofri....

"Ma chi l'ha portato, cazzo?"
Dopo la totale negazione della sconfitta da parte di Fini e Berlusconi, Maroni sta dicendo, allo stesso tavolo, che Prodi dovrà governare senza l'aiuto di nessuno. Berlusconi vuole ucciderlo[*]

Non smettiamo di preoccuparci....

Questo lo pubblicata il Financial Times in data 17 marzo.... Speriamo che qualcosa possa cambiare.

L'Italia segue l'Argentina giù la stessa strada a rovina
di Desmond Lachman pubblicato:  Marzo 17 2006

Un'ironia del dramma dello sviluppo politico ed economico dell'Italia è che molti di coloro che sono proprietari dei bond del sempre crescente debito pubblico del governo del paese  erano una volta  fieri proprietari dei bond statali, ora in default, dell'Argentina.  Poichè Mario Draghi, nuovo governatore della banca centrale d'Italia, avverte che l'economia italiana è "in secca" e siccome il primo ministro  Silvio Berlusconi dice che "l'euro è un disastro per l'Italia" nella rincorsa alle'elezioni del mese prossimo, ci si deve domandare quando i proprietari dei bond dell'Italia in  avranno la sensibilità che hanno già visto questo film. 

Come se non fosse abbastanza, oltre alle debolezze politiche ed istituzionali che distrubano l'Italia - come esemplificato dalla campagna elettorale polemica e lacerante e da ancora un altro scandalo grande di operazioni bancarie che ulteriormente scredita la reputazione del sistema finanziario italiano - le previsioni economiche del paese sono notevolmente simili a quelle dell'Argentina verso la fine degli anni 90. Draghi stesso riconosce implicitamente questa somiglianza quando asserice che l'Italia deve migliorare le sue  prestazioni di  produttività per avere le speranza di invertire il declino relativo del paese.

Financial Times

Chiaro coinciso e coerente...
Speriamo bene, va! Quasi quasi comincio a informarmi per l'Irlanda....


 

La vendetta dei cervelli in fuga?

Che sia davvero andata così?

E' possibboli, è probabbole, e molto plausibbole.


martedì 11 aprile 2006

Domani è un altro giorno

Si presenta in ufficio come se fosse un qualsiasi martedi. Ma all'ingresso il portiere lo ferma, chiedendogli i documenti.
"Come, non sa chi sono io?"
"Sì, ma voglio esserne certo"

Mostra, risentito, la sua tessera aziendale.
Il portiere la guarda, scuote la testa: "Come pensavo, lei non lavora più qui".
"Come no. Sto al reparto antiberlusconisti d'assalto. Invento le barzellette. Quella su Berlusconi, Dio e la puttana senza un braccio è stata un trionfo"
"Era buona, è vero. Ma da oggi non c'è più bisogno di lei, il reparto è stato chiuso. Siete tutti liberi"
"Tutti?"
"Lei, quelli degli editoriali, quelli delle inchieste, quelli delle false voci. Tutti"

Per convincerlo gli mostrò il giornale con il titolo a tutta pagina, ma l'aveva già comprato, sapeva. Semplicemente sperava che non avesse quelle conseguenze.
"Resta pur sempre a capo dell'opp..."
"See. La saluto"
"E comunque la sua ricchezza giustif..."
"Circolare, che c'è gente che lavora qui"

Si allontanò, sconsolato. Nella valigetta aveva le tracce per tre nuove barzellette: Berlusconi che torna dall'inferno e va dal papa, Berlusconi immortale dentro una pentola a pressione, Berlusconi e Prodi al dibattito del 2032. Tutte inutili. Si sedette su una panchina, discoccupato e triste. E pensare che per evitare che accadesse, nel segreto della cabina elettorale, lui l'aveva sempre votato.

[gabriele romagnoli]

Lasciamo perdere il resto...

Sky attribuisce seggi esteri Senato: Quattro all'Unione, uno alla Cdl, uno
agli Indipendenti

Per caso questo vuol dire che dall'estero vedeno il paese in maniera
diversa?

lunedì 10 aprile 2006

Class action

L'ho detto io che ci voleva una class action....

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/Notizie/Politiche2006/articoli/04_Aprile/08/denuncia.shtml

Denuncia collettiva per frase Premier
Un gruppo di siciliani ha deciso di procedere legalmente contro Silvio Berlusconi per il termine «coglioni»

       
PALERMO - I Sicilia un gruppo di persone, tutte elettrici dell'Unione hanno deciso di procedere legalmente contro Silvio Berlusconi per il termine «coglione» riferito agli elettori di centrosinistra.
Assistiti da un legale, hanno cominciato a presentare presso le caserme dei carabinieri o commissariati di polizia delle proprie città una denuncia standard nella quale si legge che «in virtù del particolare contesto in cui le frasi diffamatorie sono state pronunciate e dei mezzi che le hanno diffuse, è evidente e incontrovertibile la volontà di ingiuriare in modo smisurato e palese». Secondo le persone che stanno presentando gli esposti «non può essere invocata la libertà di pensiero e l'uso dell'espressione "coglionì" rivolta alla totalità degli elettori di una parte politica rischia di inasprire il clima sociale e minare la civile convivenza e l'ordine pubblico».
I sottoscrittori dell'atto chiedono inoltre ai giudici non solo di procedere penalmente contro Berlusconi ma anche di permettere che «alle vittime della diffamazione sia garantito un giusto indennizzo», in virtù del «turbamento psicologico» che «l'ingiuria pubblica» avrebbe causato loro.
08 aprile 2006

sabato 8 aprile 2006

ancora sul miserabile fallimento

questa volta su macchianera
 

google contro bush e berlusconi? non e' proprio così....

Luca Sofri scrive il post che avrei voluto scrivere io per spiegare l'inutilità della inchiesta sulla corrispondenza tra "miserabile fallimeto" e berlusconi, o "failure" e Bush....
 

venerdì 7 aprile 2006

Oh, Bella questa....

The Economist la pensa come me......

giovedì 6 aprile 2006

wishlist

Chi mi regala un lettore MP3 da 1Gb con radio fm?